Farfalle

“Sembra che la farfalla le sia molto affezionata.
La signora sorrise.
– Questa farfalla mi considera sua amica.
– Si può fare amicizia con una farfalla?
– Per fare amicizia con lei, per prima cosa bisogna diventare parte della natura. Nascondere le proprie caratteristiche umane, restare qui immobili e pensare intensamente di essere un albero, un’erba, un fiore. Ci vuole tempo, ma una volta guadagnata la loro fiducia, si fa amicizia con grande naturalezza. […]
Le farfalle hanno una grazia incantevole, ma sono le creature più effimere che esistano. Nate chissà dove, cercano dolcemente solo poche cose limitate, e scompaiono silenziosamente da qualche parte. Forse in un mondo diverso da questo. “

Murakami Haruki 1Q84,Libro 1 e 2 Aprile – Settembre

Grazie!

Mille volte grazie!

Grazie ad ognuno di voi, per me significa molto!

Ricordo ancora gli apprezzamenti al mio primo post, i primi commenti: mi hanno incoraggiato e motivato così come l’arrivo di ciascuno di voi.

E, a distanza di tempo, quando vedo la vostra immagine che mi fa sapere che siete passati, beh…è bello!

È un piacere leggere quotidianamente i vostri articoli ed è un onore per me sapervi qui.

Ornella

Vincere

Bravo Federico

Il calcio per me è sempre stata la malattia per eccellenza: oltre a saperci giocare mi interessava saperlo capire e in Italia, tra il 2009 e il 2010, nasceva una squadra che in estate avrebbe compiuto un vero e proprio miracolo sportivo, che ha rappresentato anche un messaggio di vita: l’ Inter di José Mourinho.
Quella squadra riuscì a vincere tutto: campionato, Coppa Italia e soprattutto Champions League, un trofeo che a Milano mancava da trentasei anni. Il messaggio che fece passare quell’impresa era che anche il campione per vincere doveva essere operaio, Samuel Eto’ era un attaccante e molto spesso faceva il terzino, Diego Milito, la punta che segnò la doppietta decisiva in finale di Champions, all’ occorrenza aiutava il centrocampo e avrebbe vomitato piuttosto che essere sostituito.
Io avevo lo spirito dell’ Inter di Mourinho, dell’Italia campione del mondo di Lippi…”

Federico Vespa, L’anima del maiale